Cosa vedere a Palermo

1 – Teatro Politeama

Procediamo con un altro Teatro: il Politeama. Inaugurato nel 1874, quando era ancora incompleto, era stato iniziato da Giuseppe Damiami Almeyda per essere il “Teatro del popolo“. La sua caratteristica sala a ferro di cavallo aveva una capienza di 5.000 spettatori, una doppia fila di palchi ed una galleria divisa in due ordini. La parte più suggestiva di tutto il Politeama però è sicuramente l’esterno. A vederlo potrebbe ricordare un po’ il Pantheon, con la sua forma circolare. A sormontare l’arco del suo ingresso monumentale potrete vedere anche una quadriga bronzea con il dio Apollo.

Pensate che inizialmente il teatro era in realtà all’aperto, senza la copertura, un po’ come l’Arena di Verona per intenderci. La copertura in metallo fu aggiunta solo 3 anni dopo l’inaugurazione.
Oggi è la sede dell’Orchestra Sinfonica Siciliana, e ospita bellissimo concerti anche di artisti internazionali sia classici che moderni.

2 – Museo Archeologico Regionale Antonio Salinas


E’ uno dei musei più importanti di Palermo e di tutta la Sicilia
. Situato all’interno del vecchio Collegio dei Padri della Congregazione di San Filippo Neri, raccoglie al suo interno una vastissima collezione di reperti che riguardano strettamente la storia della Sicilia, dalla preistoria fino al Medioevo. Potrete vedere reperti risalenti al periodo in cui i Fenici avevano il controllo di Palermo e del circondario, altri di fattura Greca o Romana. Non mancano però anche testimonianze di altre culture, come dimostrano i reperti Egizi ed Etruschi.

3 – Teatro Massimo

Uno dei Teatri principali di Palermo. L’importanza di questo Teatro però non è riconosciuta solo a livello cittadino, ma anche nazionale ed internazionale: il Teatro Massimo infatti è anche il più grande teatro lirico d’Italia ed uno dei più importanti d’Europa. Per essere più precisi a precederlo sono solo l’Opéra di Parigi e la Staatsoper di Vienna.

Costruito nella seconda metà del 1800, è ricco di decori pregiati, lavorazioni laccate in oro, specchi e qualsiasi cosa vi possa venire in mente se pensate allo sfarzo. A stupire di questo teatro, oltre all’esterno che ricorda un tempio greco (è realizzato appunto in stile neoclassico) è anche l’acustica a dir poco perfetta al suo interno.
Molto belle le sculture ai lati dell’imponente scalinata di ingresso, con due leoni che sorreggono le allegorie della tragedia e della lirica.

La scritta sul frontone, motto del teatro, recita: “L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l’avvenire“. L’autore è anonimo e sconosciuto.
Molto bello anche il cafè all’interno, aperto al pubblico per eleganti aperitivi in centro.
La sera il teatro si illumina e la piazza antistante si arricchisce di artisti di strada.

Occhio al gradino della suora: per realizzare il teatro, vennero abbattute due chiese, e la leggenda vuole che una suora del convento abbattuto si aggiri ancora per le sale del teatro. C’è chi giura di aver visto un’ombra nelle finestre. Secondo la leggenda, inoltre, chi non crede alla storia, entrando in teatro inciampa in un preciso gradino dell’ingresso, detto appunto “gradino della suora”.

4 – Complesso di Piazza Pretoria, Quattro Canti e Piazza Bellini

Nel crocevia di Piazza Vigliena, noto come “Quattro Canti“, vi è una straordinaria concentrazione di chiese e monumenti storici. Si parte dalla stessa Piazza Vigliena, i “Quattro Canti” per l’appunto: questo incrocio è contraddistinto, nei 4 angoli, da 3 ordini di statue barocche che rappresentano, dal basso verso l’alto, le 4 stagioni dell’anno, i 3 vicerè spagnoli + Carlo V e, infine, le 4 sante patrone di Palermo prima dell’avvento di Santa Rosalia.

Si prosegue con Piazza Pretoria, nota come “Piazza della Vergogna” per via della fontana adornata da statue nude proprio di fronte il monastero delle suore di Clausura di Santa Caterina.

Nell’adiacente Piazza Bellini spiccano la chiesa di San Cataldo, tipico esempio di architettura Arabo Normanna, con la forma squadrata e la cupola rossa in alto, e la chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, nota come “La Martorana“. Molto piccola e ricca di mosaici bizantini, prende il nome dalla storia secondo cui qui nacque la famosa frutta martorana, opera delle monache benedettine del convento vicino fondato dalla nobildonna Eloisa Martorana.

Info pratiche: indicazioni, orari e prezzi

5 – Cattedrale

La Cattedrale di Palermo sicuramente è uno dei luoghi più suggestivi della città. La sua struttura mastodontica è un insieme di stili e di architetture diverse che testimoniano la storia di questo edificio. Costruita intorno al 1185 e dedicata alla Santa Vergine Maria Assunta, dal 2015 fa parte del patrimonio Unesco relativamente all’itinerario Arabo-Normanno di Palermo, che comprende anche Cefalù e Monreale.

A volere la sua costruzione fu l’arcivescovo Gualtiero Offamilio, che decise di farla edificare su un edificio di culto musulmano già esistente. La struttura della chiesa fu poi modificata nel corso dei secoli, con ristrutturazioni ed aggiunte, come quelle del XIV secolo che vide l’elevazione delle quattro torri campanarie. Tra il XV ed il XVI secolo invece furono costruiti il portico meridionale e quello settentrionale.

La struttura della Cattedrale è a croce latina, con 3 navate divise da pilastri con statue di santi che facevano parte della decorazioni della tribuna di Gagini. Al suo interno troverete le tombe imperiali e reali di Enrico VI, Federico II, l’imperatrice Costanza e Ruggero. Inoltre nella cattedrale c’è anche la stanza del Tesoro, dove potrete ammirare paramenti sacri dal XVI al XVIII secolo e la tiara d’oro di Costanza d’Aragona.

Info pratiche: indicazioni, orari e prezzi

Cerca i dettagli e sali sui tetti la sera: la Cattedrale di Palermo è piena di dettagli e curiosità. Pensa che sulla prima colonna a sinistra del porticato principale, c’è ancora una sura del corano risalente al periodo arabo, quando era ancora una moschea. Inoltre, la sera si organizzano le visite ai tetti della Cattedrale, un tour meraviglioso tra gli angoli più nascosti e con una vista stupefacente!

6 – Castello della Zisa

Per visitare il Castello della Zisa dovrete spostarvi un po’ dal centro storico, ma il gioco vale la candela. Questo splendido palazzo fu costruito nel 1165 come residenza estiva della famiglia reale. Quello che stupisce è senza dubbio l’esterno del palazzo, caratterizzato da un ampio parco con vasche che lo percorrono in tutta la sua lunghezza, giardini e pergolati.

L’interno invece oggi rimane spoglio di quella bellezza che lo aveva caratterizzato nei secoli. Rimangono però le architetture arabe all’interno delle stanze, con un impressionante studio simmetrico e stereometrico per garantire l’areazione, il fresco e l’umidità desiderate nelle varie stanze. Molto bella la Sala della Fontana, le colonne e gli affreschi del piano terra, che pare nascondano una leggenda. A voi scoprirla.
Dal 1991 la Zisa ospita il Museo d’arte islamica.

Trova e conta i Diavoli della Zisa: nell’arco di ingresso che separa il vestibolo dalla Sala della Fontana si trova una raffigurazione di divinità olimpiche (Giove, Nettuno, Plutone, …). Pare che in realtà non si tratti di divinità, bensì di diavoli! Secondo la leggenda, i diavoli custodiscono un tesoro: pare che solo chi riuscirà a contarli correttamente per due volte troverà il tesoro, perché ogni volta che ci si prova, i conti non tornano per via del loro rimescolamento!

7 – Catacombe dei Cappuccini

Un luogo un po’ macabro ma decisamente particolare: “Il luogo dove i vivi incontrano i morti“, come si legge sul sito dedicato al cimitero del Convento dei Frati Cappuccini di Palermo. E non si tratta di un banale modo di dire: la frase chiarisce a pieno il motivo per cui i frati cominciarono a mummificare i cadaveri, ossia, dare ai parenti la possibilità di continuare a incontrare i propri cari, proprio come se quest’ultimi fossero vivi. Da qui l’idea di migliorare i processi di mummificazione naturale e di estendere tale pratica alla borghesia palermitana. Per questo motivo, dal Seicento all’Ottocento, migliaia le persone, perlopiù notabili, decisero di affidare ai Cappuccini i corpi dei loro defunti in cambio di ricche donazioni. Tale pratica è terminata agli inizi del ‘900, con la significativa eccezione di Rosalia Lombardo, bambina di due anni mummificata (però artificialmente) per volere del padre e tutt’ora ospitata nelle catacombe.

Il complesso è diviso in “corridoi”: il corridoio dei Frati Cappuccini, il nucleo più antico e centrale; il corridoio dei prelati; il corridoio delle donne, vestite con abiti ricamati, mentre le donne vergini si trovano nella Cappella del Crocifisso; il corridoio degli uomini; cappella dei bambini e corridoio delle famiglie, dove sono state riunite intere famiglie; il corridoio dei professionisti, con i corpi mummificati di medici, pittori, avvocati, ufficiali e soldati, tra cui quello del pittore Velasquez.

Occhio a non scattare foto, specialmente col flash!

La bambina che sembra dormire: protagonista indiscussa è la piccola Rosalia Lombardo, posta in un’urna di vetro. Il suo volto è perfettamente intatto, paffuto, fresco. Pare che per la piccola Rosalia non furono utilizzati i metodi convenzionali di imbalsamazione: secondo alcuni, il corpo fu trattato con prodotti chimici, ma la verità è morta con il medico Solafia che ne curò la conservazione.

8 – Palazzo dei Normanni e Cappella Palatina

Il Palazzo dei Normanni, conosciuto altrimenti come Palazzo Reale, era una reggia decisamente sontuosa, ricca di affreschi e mosaici. A spiccare tra i vari “appartamenti” è senza dubbio la Cappella Palatina, originariamente la chiesa della famiglia reale. Completamente decorata con mosaici bizantini e stalattiti in legno, è senza dubbio uno dei luoghi più belli di tutta la Sicilia.

Il Palazzo però non è stato solo la dimora della famiglia reale, ma anche la residenza dei Vicerè spagnoli, che la scelsero come loro “casa” durante il XVI secolo. In quel periodo furono abbattute le torri normanne (tranne la torre Pisana) e furono aggiunti due cortili interni oltre ad altre sale di rappresentanza. Tra queste spicca la Sala d’Ercole, che prende il nome da alcuni affreschi che ritraggono le 12 fatiche di Ercole, realizzati da Velasquez. Oggi una parte del Palazzo è anche la sede dell’Assemblea Regionale Siciliana.

Il Paradiso… del Corano! Ebbene si, il soffitto della Cappella Palatina, una chiesa cristiana cattolica, ha ben 750 dipinti che rappresentano il paradiso coranico! Danzatori, pavoni, mostri, scene di vita della corte islamica, simbolismi dei piaceri dei sensi e dello spirito. Un’incredibile dimostrazione di integrazione religiosa e culturale.

9 – Mercato Storico del Ballarò

Il più antico mercato di Palermo, di matrice araba così come quello del Capo e quello più famoso della Vucciria, è un vero e proprio tripudio di colori, sapori, odori, suoni. Un contagio sinestesico pazzesco che si estende per tutto un quartiere, con bancarelle e negozi (Putìe) che mettono in mostra tutta la mercanzia: frutta e verdura, carne, pesce freschissimo ancora vivo. E ancora un sacco di street food, che va dai panini con le panelle alle “Pollanche“, le pannocchie bollite, le patate bollite, il polpo, i fichi d’india e chi più ne ha più ne metta. Un’esperienza assolutamente da non perdere.

Visita il mercato anche di sera e scopri la street art: se di giorno al mercato si va per fare la spesa, la sera è diventato un centro nevralgico della movida palermitana, con tantissimi pub, locali e bancarelle che animano le notti. Inoltre di recente, nell’opera di riqualifica dell’area, molti artisti palermitani hanno decorato i muri del quartiere con bellissimi murales, specie nella piazza denominata Ecce Homo

10 – Chiesa del Gesù o Casa Professa

Probabilmente si tratta della chiesa barocca più importante di Palermo. Nel quartiere dell’Albergheria, al margine del mercato del Ballarò, è un impressionante tripudio di barocco. Dall’esterno non si direbbe, ma gli interni sono un susseguirsi ininterrotto di decorazioni, con opulenti stucchi, affreschi, ornati marmorei, marmi mischi e tramischi, tutti realizzati dai massimi esponenti dell’arte e della scultura del Seicento: Serpotta, Marabitti, Vitagliano, Pietro Novelli, Paolo Amato, Camilliani.
Nel 1892 la chiesa del Gesù è stata dichiarata Monumento Nazionale.

11 – Chiesa della Martorana

Costruita nel 1143 dall’ammiraglio Giorgio d’Antiochia, fedele servitore del re normanno Ruggero II, la chiesa della Martorana è una delle più affascinanti chiese bizantine in Italia. Per qualcuno addirittura la più bella in assoluto per via del contrasto tra lo stile arabo-normanno, motivo per cui è inserita nei beni tutelati dall’Unesco, e le successive aggiunte barocche del ‘600. Nel 1433 Alfonso d’Aragona cedette la chiesa al vicino monastero benedettino fondato dalla nobildonna Eloisa Martorana (da qui il nome della chiesa). La chiesa fa parte dei beni dell’Eparchia di Piana degli Albanesi e pur essendo soggetta alla Santa Sede segue il calendario liturgico ortodosso. Le decorazioni musive all’interno sono il punto forte dell’edificio. Su tutte, il “Cristo pantocratore” sulla sommità della cupola.

Info pratiche: indicazioni, orari e prezzi

L’origine della “frutta martorana”: intorno al 1500 l’imperatore Carlo V giunse a Palermo dopo la vittoria di Tunisi. Il giardino di aranci della chiesa era spoglio, poiché era settembre. Così le suore fecero dei frutti di pasta di mandorle, e ornarono il frutteto che assunse un aspetto quasi fiabesco! Nacquero così i “frutti di martorana”.

12 – Piazza Marina, Palazzo Steri e Giardino Garibaldi

In fondo al Cassaro, il Corso Vittorio Emanuele, in direzione del mare, si incontra una delle piazze più belle di Palermo. Qui a Piazza Marina infatti si trova l’imponente Giardino Garibaldi, con esemplari di Ficus Magnolioides grandi quanto un campo di calcio che coprono con le loro fronde tutta la piazza. Di domenica in piazza si svolge un bellissimo mercatino dell’antiquariato, con pezzi pregiati e articoli per collezionisti, come vinili, album di figurine panini, ecc.

Tutto intorno, una sequela di palazzi storici, come Palazzo Mirto, Palazzo Abatellis (sede della Galleria Regionale Siciliana e che ospita il capolavoro di Antonello da Messina, l’Annunziata), Palazzo Galletti di San Cataldo.

Tra questi, spicca il Palazzo Chiaramonte Steri, sede del rettorato dell’Università. Il palazzo ospita almeno 3 aree di stupefacente valore: Il Museo dell’Inquisizione Spagnola, con le carceri dove venivano detenuti gli accusati di eresia. Qui si possono vedere ancora le scritte sui muri dei condannati, fatte con sangue, urina e tufo grattato via dalle pareti (in alcuni casi, ci sono veri e propri capolavori); la tela originale della Vuccira di Renato Guttuso); una sala trecentesca con un soffitto ligneo unico al mondo, affrescato con storie dell’Antico e del Nuovo Testamento, racconti cavallereschi, la Guerra di Troia, Tristano e Isotta, il Giudizio di Salomone, ecc.

Scopri i segreti della Vucciria: la tela di Guttuso nasconde tantissime curiosità. Sapevi ad esempio, che tra le donne ritratte ci sono sia la moglie che… l’amante di Guttuso? E che c’è anche Guttuso stesso…?

13 – La Kalsa

Visitare la Kalsa (dall’arabo al-Khalisa) significa immergersi in quello che per secoli è stato il luogo privilegiato della politica, della finanza e della cultura di Palermo. In questa zona c’è da vedere davvero tanto.

Palazzo Mirto, Palazzo Abatellis e l’Oratorio dei Bianchi sono i luoghi dove il passato glorioso della Kalsa e di Palermo viene custodito gelosamente.

Palazzo Mirto è stato per quattro secoli la dimora della famiglia normanna più antica di Sicilia, i Filangieri Conti di San Marco, poi Principi di Mirto.
Palazzo Abatellis è uno spazio museale con numerose collezioni medievali, moderne e archeologiche accumulate durante il XIX secolo grazie a lasciti privati e alla soppressione delle corporazioni religiose. In particolare qui si trovano i capolavori dell’Annunziata di Antonello da Messina, e il Trionfo della Morte, di artista sconosciuto, ma di levatura tale da ispirare Picasso per il suo “Guernica“.
Infine, l’Oratorio dei Bianchi è sede della Nobile, Primaria e Real Compagnia del Ss.Crocifisso. Qui tra l’altro è possibile ammirare la porta lignea “Bab el Fotik“, rinominata “Porta della Vittoria” dai Normanni che posero fine alla lunga dominazione araba in città.

Qui infine si trova anche Piazza Magione, una sorta di spianata con prato verde e tutti edifici diroccati intorno. Si tratta dei resti dei bombardamenti della seconda guerra mondiale. La sera Piazza Magione è un centro di ritrovo per i giovani palermitani. Nella piazza si trova anche la splendida Chiesa della Magione.

Street art e street food alla Kalsa: questa zona è anche nota per essere il quartiere natale di Falcone e Borsellino. Tutto intorno a Piazza Magione e ai margini del quartiere, verso la Cala, si trovano murales sia in loro onore che di vario genere. Il più bello è quello in via Via Mura della Lupa, vicino la Cala. Inoltre, in piazza Kalsa si trova Chiluzzu, uno dei migliori street food della città!

14 – Chiesa dello Spasimo

Sita nel quartiere della Kalsa, grosso modo alle spalle dell’Orto Botanico, la Chiesa di Santa Maria dello Spasimo è una vera esperienza. A differenza delle ricchissime chiese barocche e arabo normanne di Palermo, questa si presenta con una sola navata in nuda pietra e… a cielo aperto. Il soffitto crollato non fu più ricostruito, e questo attribuisce allo spazio una universalità emozionante. Molto simbolico anche l’albero che si innalza in fondo alla navata per tutta la lunghezza della parete, fino a superarla.
In realtà doveva trattarsi di una chiesa molto importante, basti pensare che era stata commissionata una tela niente di meno che a Raffaello (oggi custodita al Prado di Madrid).

Oggi ha trovato una destinazione d’uso diversa, ed è infatti location privilegiata per rassegne musicali e cinematografiche, nonché sede del Brass Group di Palermo: assistere ad un concerto qui non ha prezzo!

15 – Orto Botanico e Villa Giulia

Altra area verde della città dal fascino esotico. Fondato nel 1789 e progettato dall’architetto francese Leon Dufourny, con i suoi edifici gialli e rossi e il Gymnasium centrale, sembra un pezzo d’Africa in Sicilia.
L’Orto e la Villa non sono attrazioni da visitare, ma veri e proprio luoghi dove stare, da vivere per almeno una mezza giornata. Con il cinguettio degli uccelli in sottofondo, potete passeggiare ammirando le varie specie vegetali ordinate in maniera precisa secondo l’ordinamento di Linneo. Serre, sistemi acquatici, frutteti, piante aromatiche, palmeti… da non perdere il ficus magnolioides, il più grande d’Europa!
Villa Giulia, a sua volta, è il giardino più antico di Palermo. Si tratta di un quadrato diviso in quattro con uno spazio circolare al centro e vari elementi esoterici.

16 – San Giovanni degli Eremiti

Chiesa medievale Normanna, famosa e facilmente riconoscibile dall’esterno grazie alle sue cupole dal colore rosso intenso, in stile moresco, chiaro richiamo al periodo di dominazione araba. Anche il suo interno merita comunque una visita. Il chiostro ed i suoi giardini sono davvero splendidi, e rappresentano il luogo perfetto nel quale riposarsi dal trambusto della vita cittadina.

La chiesa, di per sé, presenta linee molto semplici, con interni non decorati e con nuda pietra. A stupire e affascinare è il giusto mix tra stile musulmano e normanno.

Info pratiche: indicazioni, orari e prezzi

Il biglietto può sembrare caro (€6,00), secondo molti non ne vale la pena ed è meglio limitarsi all’esterno. Noi crediamo invece che ne valga la pena, il chiostro è un angolo di paradiso, e se sei a Palermo di certo non vorrai perdere una pietra miliare dell’architettura arabo normanna.

17 – Gli Oratori Serpottiani

Gli oratori di Palermo sono un’impressionante scrigno di tesori e stucchi, uno dei più grandiosi esempi di maestria del maestro Serpotta e dei suoi seguaci. Putti, festoni, ghirlande, motivi naturalistici decorano in maniera surreale questi ambienti, divenuti veri e propri musei espositivi.
Gli oratori di Palermo sono tanti: quello dei Bianchi, in via dello Spasimo alla Kalsa, quello dei Santi Pietro e Paolo, tra la Cattedrale e il Palazzo arcivescovile, l’Oratorio del SS. Rosario in San Domenico, quest’ultimo con tele di Borremans e Van Dyck, l’Oratorio del SS. Rosario in Santa Cita, con i “teatrini” dei misteri del SS. Rosario di Serpotta. Particolare la storia dell’Oratorio di San Lorenzo: qui nel 1969 fu rubata la tela della “Natività coi santi Francesco e Lorenzo”, capolavoro del Caravaggio. Il quadro non fu mai ritrovato, e oggi la nicchia ospita una copia. Infine, la Cripta dell’Oratorio della Morte in Sant’Orsola, in cui per la prima voltà il maestro Serpotta arricchì il suo repertorio figurativo con motivi legati alla morte (teschi, scheletri, ossa, …). In questo oratorio si trova anche un sistema di botole e colatoi per la conservazione dei cadaveri.

18 – Mondello

Mondello non è un paese vicino Palermo, è un quartiere della città. E’ una zona relativamente moderna, ricca, elegante. Da non credere che sia nata dalla bonifica di una zona paludosa! Oggi è la spiaggia dei palermitani, ricca di villini liberty, viali alberati, con una splendida spiaggia di sabbia bianca e dorata, lidi, stabilimenti balneari, chioschi, ristoranti e locali. D’estate esplode di gente e non è facile trovare un angolo libero in spiaggia.

Qui si trova anche una presunta “casa infestata”: si tratta di una villa libery che, secondo i racconti, venne usata come bordello dai soldati nazisti e fascisti durante la seconda guerra mondiale, e che vennero uccisi da un’irruzione degli alleati.

Dista 12,5 km da Palermo. Può essere raggiunta tramite la SS113, la E90, ma è molto bello arrivare dalla strada interna del Parco della Favorita fino a Viale Margherita di Savoia. Tempo di percorrenza 20 minuti –

19 – Santuario di Santa Rosalia su Monte Pellegrino

Posto quasi in cima al promontorio, il santuario si colloca dentro una grotta, rievocando il miracoloso ritrovamento delle ossa della santa che salvarono la città di Palermo dalla peste del 1600. Entrando nell’anfratto, sulla sinistra, la statua della santa è infatti posta su un baldacchino, in marmo bianco e con una veste in lamina dorata.
I palermitani sono soliti fare “l’acchianata” (la salita) a piedi fino al santuario la sera fra il 3 e 4 settembre. Per cadenzare le soste lungo il percorso sono state installate delle cappelle votive. Si parte da Largo Antonio Sellerio e si sale la “Scala Vecchia” in un percorso di circa 4 km. Consigliamo, dopo aver raggiunto il santuario, di fermarsi anche presso il Belvedere davanti la grande statua di S. Rosalia che guarda il mare. Durante il percorso per il belvedere incrocierete il Gorgo S. Rosalia, uno stagno artificiale. La difficoltà del percorso è medio-bassa, la parte più impegnativa è la salta iniziale con un buon dislivello.

Info pratiche: indicazioni, orari e prezzi

L’acqua santa viene da qui: dai un’occhiata al soffitto. La cupola è ricoperta di lamine metalliche che convogliano l’acqua che fuoriesce da una fenditura nella roccia. Quest’acqua incanalata viene utilizzata per riempire le acquesantiere all’ingresso della chiesa!

20 – Palazzina Cinese

Sempre fuori dal centro, in fondo al parco della Favorita, si trova la Real Casina Cinese, questo edificio esotico la cui costruzione fu voluta da Ferdinando I di Borbone, IV re di Napoli. La Palazzina cinese è una vera e propria Wunderkammer, ossia una meraviglia caratterizzata da decori, trucchi e amenità varie, ma anche simbolismi e significati esoterici che non possono lasciare indifferenti.

All’interno, da notare la Tavola matematica, un’ingegnosa struttura che tutelava la privacy di Ferdinando IV poiché il sovrano non amava essere osservato mentre era intento a mangiare. Si tratta in sostanza di un meccanismo di pulegge e carrucole che, attraverso dei fori circolari, fa salire le pietanze pronte e poi le fa riscendere non appena finite. In questo modo si evitava che venissero servite e portate dalla servitù, e il pasto si poteva consumare in assoluta privacy. Per comunicare con la servitù c’era un articolato sistema di campanelli e nastri colorati in base alle pietanze. Un esempio simile si trova anche a Versailles.